Ipnosi Ericksoniana

L’ipnosi ericksoniana è una tecnica ipnotica creata e sviluppata dallo psichiatra Milton H. Erickson.

Foto Milton Erickson

Milton Erickson

L’ipnosi ericksoniana è una tecnica ipnotica che può essere inclusa tra le terapie brevi, ed è stata creata e sviluppata da Milton H. Erickson, psichiatra americano. L’ipnosi ericksoniana rappresenta una rivoluzione del modello ipnotico finora utilizzato; realmente Milton Erickson non ha *creato* un modello ipnotico nuovo sulla base di un progetto, ma ha personalizzato la tecnica ipnotica, adattandola a quei principi che inspiravano la sua vita ed il suo modo di essere. La curiosità  di quest’uomo, la sua indole nonchè la sua esperienza gli hanno permesso di utilizzare i principi ipnotici in modo nuovo, rispetto alla definizione procedurale classica. L’ipnosi ericksoniana è nata nel corso degli anni anche grazie a quelle persone che a vario titolo sono entrate in contatto con Milton Erickson ed hanno studiato cosa facesse e lo hanno stimolato a spiegare la metodologia utilizzata.

Il principio dell’ipnosi ericksoniana è di utilizzare le risorse della persona, e, di conseguenza, di adattare l’induzione della trance alla modalità  più adatta alla persona che si ha davanti. Il principio generale applicato da Milton Erickson viene definito “tailoring”, che tradotto dall’inglese vuol dire “cucire su misura”. Adattare la terapia alla persona, e non la persona alla terapia.

L’ipnosi è una tecnica che permette di raggiungere lo stato di trance, uno stato naturale delle mente caratterizzato da una focalizzazione dell’attenzione. Di solito si dice che l’attenzione è focalizzata nel nostro interiore e nel nostro inconscio. Poichè è uno stato naturale, in sintesi, l’ipnosi è una forma di comunicazione che ha la finalità di stimolare questo stato di concentrazione.

La trance è quello stato della mente in cui l’apprendimento e la disponibilità  al cambiamento hanno maggiori probabilità  di avere luogo.

La trance si distingue dal sonno naturale e dallo stato di veglia, come dimostrato dai diversi studi che utilizzano la risonanza magnetica funzionale (RMF) e che hanno evidenziato come si attivino specifiche aree del cervello, specialmente nell’area della corteccia cerebrale.

Durante lo stato di trance si verifica un coinvolgimento di tutto il corpo, che reagisce in modo diverso rispetto allo stato di veglia.

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